Sono passate da poco le 17, immobile alle mie spalle l’officina sembra allontanarsi come stessi correndo via. La macchina inutilmente accesa sembra aspettare il cancello vicino chiudersi. Percepisco da uno specchietto una certa preoccupazione per il mio inatteso stop, un’ultima occhiata alle mie spalle. Pian piano estraggo un cd frettolosamente creato per il viaggio, poco più di un centinaio di canzoni assemblate per non dimenticare. Si può far stare dentro un intero libro in due minuti scarsi di musica, figuriamoci quante disavventure si possono far entrare in poche note. La musica accende i ricordi, esattamente in questo momento spinge via faticosamente la macchina. Pochi minuti prima di vedere l’autostrada, il tragitto sembra volermi sussurrare che il traguardo non cambierà. Lodi, Casalpusterlengo, Piacenza Nord, Piacenza Sud, Fidenza. Solo la nebbia sembra volermi aiutare, impegnando i miei sensi nel seguire le striscie bianche. Visibilità ridotta, dentro e fuori di me. Se si potesse fare un meteo al proprio umore, bene se fosse possibile la foschia intorno sarebbe uno scherzo al confronto. Chissà quanti nomi avrei già utilizzato per tutti gli uragani passati, chissà quanta escursione termica dall’alba al tramonto avrei già vissuto. Il meteo personale suona come un oroscopo se questo fosse vero, certo a tutti capita di crederci una volta ogni tanto, un mediocre ateo diventa sempre agnostico nel momento del bisogno.
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